Ultima alba

Ultima alba, vista da una semplice finestra di casa!

Ultima alba. Cara mamma, il sette mattina dell’anno 2022, ci hai veramente fatto un bello “scherzo” a tutti. Verso le ore 01:48, ci hai fatto pervenire una brutta telefonata da Antonio, una telefonata, che nessun figlio avrebbe voluto ricevere, specialmente in quell’orario, dove il giorno ancora nemmeno si vedeva dalla finestra. Quel buio, così bello e rilassante, per colpa di quei pochi secondi è diventato tetro e brutto, così triste, che io e Katiuscia, non eravamo sicuramente pronti a questa notizia così spietata, che il cielo, in quel preciso instante, aveva deciso, di farcelo avere. Tornando per un attimo, indietro di quatto anni fa, più precisamente a quel 18 giugno del 2018,  stesso fratello e stessa telefonata, ma questa volta era stato per nostro padre, che il cielo aveva voluto, dopo aver sofferto per i tanti problemi che lui si portava da tempo. Invece purtroppo, tu ci hai lasciato improvvisamente e tutti ci siamo chiesti: Perché è dovuto succedere questo proprio a te? Perché il cielo, non ha voluto lasciarti, ancora per un po’, insieme a tutti coloro che ti volevano bene? Lo sai che ci hai lasciato un vuoto incolmabile, in ognuno di noi? Quella notte, buia e strana, tutti si sono precipitati a venirti a trovare e nessuno immaginava di trovarti a “dormire”, in un sonno profondo, quel sonno, che il cielo aveva deciso di fartelo durare per sempre. Per colpa di questo maledetto COVID-19, non ci siamo visti per un po’ di tempo, ma a tutti noi bastava sentire anche la tua voce… quante chiacchierate ci facevamo per telefono e non solo con me, ma anche con tua nuora. Nello stesso pomeriggio, sono venuti a casa a trovarti, alcuni condomini del palazzo e tu, con il tuo saper fare, hai lasciato anche in loro, la tristezza nel cuore, di una persona, che buona e gentile, ha sempre accolto tutti con un sorriso, senza nessuna falsità e davanti a te, hanno anche raccontato e ricordato, qualche vecchio episodio. La sera, io e Katiuscia, siamo tornati dopo aver cenato, con un buon piatto di pasta, perché avevamo deciso di rimanere tutta la notte a farti compagnia, non volevamo lasciarti sola e nessuno lo voleva e infatti, ad una certa ora, ci ha dato il cambio Roberto e noi, dopo quella notte lunga e strana, siamo tornati a casa per sistemarci un pochino. In quella notte, ricordo molto bene, che mi sono alzato e sono andato in cucina per guardare fuori e ho visto che era quasi orario dell’alba e infatti sono rimasto lì, ad aspettarla che arrivasse e quando questo è avvenuto, dissi tra me e me: L’ Ultima Alba! Certo pensavo e mi chiedevo: Ma quante albe e tramonti ho visto da questa stanza e da questa finestra, senza pensare che un giorno sarebbe accaduto tutto questo, che sarebbe arrivata l’ultima Alba, anche per te? Alcune lacrime, escono dai miei occhi, scendono sul mio viso e volevo cercare di non piangere, perché secondo alcuni, un uomo, piange solo per amore e pertanto, perché sarebbe sbagliato, piangere per la perdita della propria madre? Ci ha portato in grembo, per nove mesi, un miracolo che si ripete sempre, per generare nuova vita. Come si potrebbe essere indifferenti a tutto questo? Cara mamma, scrivo e tante cose mi vengono in mente. Per tutti noi tre figli, sei stata sempre una mamma esemplare, una mamma vicina e pronta a risolvere ogni tipo di problema, che la vita ci prospettava. Sei stata il nostro faro, che ci ha guidato sui nostri passi, ovviamente con la complicità di nostro padre, che spesse volte, non era d’accordo per risolvere alcune questioni nel modo più semplice e senza nessun altro problema. Oggi pomeriggio, alle ore 15:00, si è svolta la Santa Messa, per prepararti all’incontro più importante, dopo questa tua dignitosa vita e quando alla fine, dopo la benedizione del parroco, il carro funebre, ha iniziato ad andare via, solo in quel momento ho capito che non ti avremmo più rivisto, che non avremmo più sentito quel cellulare suonare, per un’altra lunga chiacchierata e che non sarei più venuto a pranzare solo con te, nella mia pausa pranzo di lavoro. Guardo l’orologio, sono le ore 21:53, delle lacrime scendono ancora sul mio viso stanco, le forze mi stanno abbandonando. Sono stati due giorni difficili, che nessuno di noi dimenticherà mai. Scrivo queste poche righe, ringraziandoti per tutto quello che hai fatto per noi, per esserci sempre stata e per non esserti mai tirata indietro, anche di fronte a problemi molto importanti. Sono sicuro, che adesso stai con papà, i nonni (i tuoi genitori) e con tutti coloro che ti vogliono bene. Per cortesia, pregate per tutti noi, anzi, pregate per tutto questo mondo che sta prendendo una brutta strada senza ritorno.

Ultima alba

Tuo figlio

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