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Il coraggio umano

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo»… il coraggio umano…

Il coraggio umano

Giovanni 1,19-28

Il coraggio umano. 19 Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: “Tu, chi sei?”. 20 Egli confessò e non negò. Confessò: “Io non sono il Cristo”. 21 Allora gli chiesero: “Chi sei, dunque? Sei tu Elia?”. “Non lo sono”, disse. “Sei tu il profeta?”. “No”, rispose. 22 Gli dissero allora: “Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?”. 23 Rispose:
“Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia”. 24 Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. 25 Essi lo interrogarono e gli dissero: “Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?”. 26 Giovanni rispose loro: “Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 27 colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo”. 28 Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

IL CORAGGIO DI ESSERE UMANI
Anche nel tempo di Natale riappare Giovanni Battista con la potenza della sua predicazione. La sua forza sta nella capacità di ricollocarsi nella realtà al posto giusto: “io non sono il Cristo”.
Sembra una banalità ma, di fatto, è forse uno dei nostri problemi. Non di rado, infatti, per noi, amare qualcuno significa metterci a salvarlo. Ma noi non siamo Cristo!
Oppure ricoprire una posizione di responsabilità per noi significa pensare che senza di noi tutto crollerà. Ma noi non siamo Cristo!
Dovremmo fuggire la tentazione di sentirci padri eterni! E tornare ad essere semplicemente e totalmente umani, esattamente come Giovanni Battista.
Essere umani significa dichiarare la nostra umanità fallibile, i nostri limiti, la nostra incapacità. Significa diventare una provocazione per la vita degli altri, ma non sostituirsi alla loro vita, alle loro scelte, alla loro esperienza, alla loro vocazione.
Essere cristiani significa saper suscitare una nostalgia di Dio nel cuore dell’uomo, ma mai fingere di essere noi stessi Dio.
Noi possiamo solo essere “voce”, nostalgia, direzione, compagnia, mano tesa, ma non Cristo. Solo Gesù salva!

Signore Gesù, concedimi l’umiltà operosa di Giovanni Battista e liberami da ogni protagonismo.

Buona giornata!
le sorelle clarisse

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