
Il mio Blog e Il Diario dell’Attivista M5S: raccontare la politica dal basso.
Ci sono momenti nella vita in cui senti il bisogno di fare qualcosa.
Non necessariamente qualcosa di grande.
A volte basta semplicemente mettersi in gioco.
Ed è proprio da questo pensiero che nasce la mia nuova esperienza all’interno del Movimento 5 Stelle e, soprattutto, l’idea di raccontarla attraverso il mio blog e attraverso un progetto che ho chiamato “Il Diario dell’Attivista M5S”.
Perché un blog dedicato all’attivismo?
Qualcuno potrebbe chiedersi:
“Ma perché creare un blog per parlare di politica?”
La risposta è molto semplice.
Perché oggi abbiamo tantissimi strumenti per comunicare: Facebook, Instagram, TikTok, YouTube, podcast. e tanti altri social network.
Ma io continuo a credere che ci sia ancora bisogno di una cosa molto semplice:
scrivere.
Scrivere significa fermarsi, ragionare, mettere in ordine i pensieri e lasciare una traccia.
Il mio blog personale nasce proprio con questo spirito. Nel corso degli anni ho scritto di tantissimi argomenti, dalle esperienze personali all’artigianato, dalla tecnologia alla società, dalla pace alla politica. Il blog è diventato, nel tempo, una sorta di diario pubblico delle mie esperienze e delle mie idee.
Adesso entra in questo diario anche una nuova esperienza.
Quella dell’attivista del Movimento 5 Stelle.
Non voglio fare il politico.
Partiamo da una cosa importante.
Io non sono un politico.
Sono un cittadino.
Un cittadino che ha deciso di partecipare, di informarsi, di fare domande e di provare a dare il proprio piccolo contributo.
E forse proprio questo è il bello dell’esperienza.
Non voglio raccontare la politica soltanto attraverso comunicati ufficiali o dichiarazioni dei politici.
Voglio raccontare quello che vede un cittadino quando entra nel mondo della politica.
Gli incontri.
Le discussioni.
Le iniziative.
Le persone.
Le idee.
Le difficoltà.
E anche gli errori.
Perché nessuno è perfetto.
Nemmeno il Movimento 5 Stelle.
E credo che un attivista serio debba avere anche la capacità di criticare quando è necessario, senza trasformare la propria appartenenza politica in una fede cieca.
Dalla lamentela alla partecipazione.
Quante volte sentiamo dire:
“Le cose in Italia non funzionano.”
“È colpa della politica.”
“Non cambia mai niente.”
“Fanno tutti quello che vogliono.”
Probabilmente qualche volta abbiamo detto queste cose anche noi.
Ma ad un certo punto arriva una domanda:
“E io cosa posso fare?”
È proprio questa domanda che ha dato vita a Il Diario dell’Attivista M5S.
Il podcast nasce infatti con l’idea di raccontare la politica dal punto di vista di chi la vive dal basso, cercando di trasformare la semplice lamentela in partecipazione.
Non ho tutte le risposte.
Anzi.
Forse una delle cose più importanti che possiamo fare è proprio imparare a fare domande.
Informarsi prima di parlare.
C’è un’altra cosa che considero fondamentale.
Informarsi.
Viviamo in un periodo nel quale riceviamo ogni giorno una quantità enorme di informazioni.
Notizie.
Video.
Post.
Commenti.
Titoli.
Social.
E spesso rischiamo di fermarci al primo titolo che leggiamo.
Io credo invece che prima di criticare qualcuno, un partito o una proposta politica, bisognerebbe cercare di capire.
Leggere.
Confrontare.
Ascoltare opinioni diverse.
E soprattutto cercare di distinguere i fatti dalle opinioni.
Questo vale anche quando si parla del Movimento 5 Stelle.
Essere un attivista non significa, secondo me, dire sempre:
“Il Movimento ha ragione.”
Significa anche avere il coraggio di dire:
“Su questa cosa voglio capire meglio.”
Oppure:
“Su questo non sono d’accordo.”
Perché la partecipazione non può esistere senza libertà di pensiero.
Il territorio prima di tutto
C’è poi un aspetto al quale tengo particolarmente.
Il territorio.
La politica non può vivere soltanto a Roma.
Non può essere fatta esclusivamente nei grandi palazzi.
Deve arrivare nelle città, nei quartieri, nei piccoli comuni.
Deve ascoltare le persone.
In Abruzzo, per esempio, ci sono tantissimi problemi e altrettante opportunità.
Turismo.
Artigianato.
Lavoro.
Ambiente.
Trasporti.
Piccoli borghi.
Mare e montagna.
Sono temi che riguardano direttamente la vita quotidiana delle persone.
E proprio per questo penso che sia importante che gli attivisti tornino a stare in mezzo alla gente.
Il Diario dell’Attivista M5S
Da qui nasce quindi questo progetto.
Il Diario dell’Attivista M5S vuole essere uno spazio personale dove raccontare questa esperienza.
Ci saranno articoli.
Fotografie.
Video.
Podcast.
Incontri.
Riflessioni.
E magari anche qualche battuta, perché la politica può essere una cosa seria senza per questo diventare sempre triste. 😄
Il primo obiettivo non è convincere tutti.
È parlare.
E soprattutto ascoltare.
Perché una politica che non ascolta i cittadini rischia di parlare da sola.
Un progetto che parte da Pescara e dall’Abruzzo
La mia esperienza parte dal territorio.
Pescara.
L’Abruzzo.
Le persone che incontro.
Le iniziative alle quali partecipo.
Ed è proprio questo che vorrei raccontare.
Non una politica vista dalla televisione.
Ma una politica vissuta dal basso.
Con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti.
Qualche giorno fa ho anche scritto una riflessione sul futuro del Movimento, sottolineando quanto sia importante tornare a essere presenti nei territori e soprattutto nei piccoli comuni.
È una convinzione che continua a crescere.
E allora… partiamo!
Questo blog continuerà a essere il mio blog personale.
Continuerò a parlare di tante cose, come ho sempre fatto.
Ma dentro questo grande contenitore ci sarà anche uno spazio dedicato alla mia nuova esperienza politica.
Il Diario dell’Attivista M5S.
Un cittadino.
Una penna.
Un microfono.
Una macchina fotografica.
E tanta voglia di capire.
Perché alla fine, forse, la politica dovrebbe tornare a essere proprio questo:
persone che si incontrano, discutono, si confrontano e cercano insieme delle soluzioni.
Io ho deciso di provarci.
E questo è il mio diario.
Marco Ferrara
🎙️ Ascolta anche Il Diario dell’Attivista M5S
Il progetto è già accompagnato da un podcast, nato proprio per raccontare questa esperienza attraverso la voce.
Perché scrivere è importante.
Ma qualche volta è bello anche parlare. 😉


