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Una giornata tipica da reclusi Covid-19

Una giornata tipica… Come ogni mattina, mi sveglio molto presto, pronto per un’altra avventura di lavoro. Arrivo in cucina, mi preparo questo benedetto caffè e come ogni italiano che si rispetti, non può assolutamente mancare, una volta alzato da questo benedetto letto, che tutta la notte mi ha ospitato. Con calma, vedo e sento il caffè che fa la sua comparsa e presa la tazzina non faccio altro che versarlo caldo, ancora fumante… questo si che è un ottimo inizio di giornata. Guardo fuori alla finestra e penso: Grazie al cielo è una bella giornata. Mi dirigo in bagno per prepararmi ed una volta pronto per uscire, mi rendo conto che ho fatto un grosso errore: Devo rimanere a casa, perché c’è il fermo Covid-19. Mi arrabbio e penso: Per la miseriaccia nera. Mi sono alzato presto per nulla. Adesso che posso fare? Non mi perdo d’animo, ed inizio a pensare il da farsi: Scrivo un libro, leggo qualche racconto o poesia interessante, aggiorno il mio Blog, aiuto che posso fare prima? Cosa mi conviene fare prima? Stare al computer o fare altro? Ad un certo punto si alza la mia compagna ed i miei pensieri precedenti si fanno benedire, in quanto il programma giornaliero di oggi è il seguente: Pulizia accurata sopra i mobili delle camere, smontaggio e lavaggio tende e per pranzo, pasta fatta in casa. Francamente ero d’accordo solo per la pasta fatta in casa, quella si che è stata un’ottima idea. Prima di tutto, facciamo colazione insieme, poi pulizia gabbia del nostro bellissimo coniglietto Rocco e poi, pronti per l’avventura pulizia mobili. Prendo la scala, prodotti, pezze ed insieme iniziamo camera per camera a togliere quel poco di polvere che si è riformato sui mobili. Fatto il giro di tutta la casa, ci apprestiamo anche a rinfrescare gli stessi mobili anche nella parte di sotto… tanto ci troviamo vero, mi dice la mia compagna. Penso: Meno male abbiamo finito? E invece no, bisogna passare anche l’aspirapolvere e mentre uno fa una cosa, l’altro ne fa un’altra, dopo di che, posso pensare: Questa volta abbiamo veramente finito! La mia compagna mi dice: Non ricordi che dobbiamo smontare e lavare le tende? Rispondo: Certamente si, come non ricordarselo? Ovviamente mentivo spudoratamente… lei certamente se ne era accorta… come puoi mentire ad una donna… la vedo dura, sei subito sgamato, all’istante. Riprendo la scala, che con tanta gioia avevo sistemato e anche in questo caso, camera per camera smontiamo le tende e mentre si lavano, togliamo la polvere sui vari cassonetti delle serrande, così da non lasciare nulla indietro. A mano a mano che le tende sono lavate e le tiriamo fuori dalla lavatrice, andiamo in un altra stanza a fare la stessa cosa e così via, per tutte le camere, fino a quando le tende pulite, lavate e stirate non sono al proprio posto. Arrivati in sala , dobbiamo stare attenti a Rocco il coniglietto, che ci continua a girare intorno e questo significa che vuole qualcosa da mangiare e allora noi gli porgiamo qualche anellino alle verdure, acquistato in precedenza ad un negozio di animali, che al giorno d’oggi vendono veramente di tutto, oltre ogni nostra fantasia. Tornando a Rocco, non è mai sazio, ma questo fa parte del coniglietto nano, mangiare in continuazione e tutto quello che ingoiano, subito lo ricacciano… insomma, credo che immaginiate come! Insomma, Rocco continua e continua a girarci attorno e con le zampette anteriori si appoggia alle nostre gambe, una volta per uno e con il suo sguardo di quasi pietà cerca di chiedere ancora ed ancora e noi: Rocco, non puoi mangiare solo questi anellini, devi andare a mangiare il fieno, questo è il tuo pasto principale. Detto una volta, due volte, tre volte, alla terza volte e rientrata nella sua gabbietta, che è sempre aperta, così da uscire ed entrare quando vuole, va a mangiarsi il suo fieno. Io e la mia compagna ci guardiamo e ci chiediamo: Evidentemente ha capito cosa gli abbiamo detto? Ci scappa a entrambi anche un sorriso. Anche in sala facciamo la stessa cosa, come le altre camere e mentre si attende la lavatrice, che finisca il lavaggio delle tende, pensiamo di spolverare i soprammobili, tavolo, diamo un’aggiustatina ai divani ed ecco, la lavatrice non si sente più, non gira più, questo è segno che è terminata. La mia compagna va, tira fuori le tende, le stira e le rimettiamo al solito posto, così abbiamo finito anche quest’altro servizio. La mia compagna mi dice: Ci è convenuto farlo, adesso che abbiamo tutto questo tempo a disposizione è meglio non perderlo e per questo penso: Accidenti, adesso cosa dobbiamo fare? Dobbiamo passare l’aspirapolvere anche in sala e dico: Ok dai ci penso io. Mentre io, passo questa benedettissima aspirapolvere, lei inserisce i nostri panni da lavare in lavatrice, segno che poi si devono stendere e mentre passo in sala l’aspirapolvere, che succede ovviamente, la testa della suddetta inizia a staccarsi dal corpo. Cerco di capire cosa e successo, ma era troppo ovvio, che il blocco che era presente all’interno, si era consumato. Ho pensato: Accidentaccio, ma proprio in questi giorni si doveva rompere? Non sappiamo neanche quando i negozi riapriranno? Come fare senza un’aspirapolvere operativa e pronta all’uso? Senza perdersi d’animo, mi sono detto: Troverò un rimedio? Guardo sotto, guardo sopra, non ci sono rimedi. Il posto dove i due blocchi si sono consumati, sono punti molto scomodi per intervenire in qualunque modo e per questo, dovevamo tenerla così, fino a nuovi ordini di apertura governativi. Un modo efficace comunque l’avevo trovato, non abbassare molto il corpo macchina, tenerlo più dritto possibile, così da far fare meno alla testa e diciamo che è andata meglio, la testa si è sfilata poche volte e per questo si è evitato che il sangue al cervello mi arrivasse in modo sbagliato.  fatto anche questo mi sono detto: Grazie al cielo, con la casa, questa mattina abbiamo finito, posso dedicarmi al computer. Arriva la mia compagna: Ma non vogliamo impastare qualcosina? Rispondo: ma che ore sono? Risponde: Sono le ore 12:00 e mi dico: Accidenti, è passato tutto questo tempo già? E questa mattina non ho fatto nulla, va bene così, farò qualcosina dopo pranzo. Iniziamo, a preparare tutto l’occorrente per impastare una buonissima pasta e ci chiediamo, che pasta fare. Io chiedo a lei e lei chiede a me, così per una mezz’oretta e dopo tanto decidiamo una buonissima chitarrina, che con il sugo del macinato e due salsicce, sarebbe stato un pranzo sublime. La mia compagna inizia ad impastare ed io in pratica faccio da aiuto cuoco, visto che gli passavo ciò che gli serviva: farina, sale, uova, etc. Nel frattempo, che lei “impazzisce” l’impasto, io mi preparo la macchinetta per il prodotto finale. Iniziamo con la parte liscia per preparare la sfoglia al meglio e poi la passiamo alla parte della chitarrina e devo dire che facemmo un ottimo lavoro che le foto le ho anche inserite sul mio Blog personale e sui vari network affiliati. Pranzammo divinamente, in quanto non facemmo mancare un po’ di peperoncino ed un ottimo bicchiere di vino rosso. Cosa avreste fatto voi? Mentre facevamo la pasta, si sentiva un buonissimo odore, era da capire se proveniva dallo stomaco, per la fame o veramente esisteva per il nostro naso? Sono, anzi eravamo convinti che era vero l’odore, esisteva nell’aria, esisteva nel nostro naso, in tutto il suo fascino che comportava in quanto, la fame si faceva sentire ancora di più. Dopo pranzo, un buon caffè non poteva mancare e mi sono detto: Bene, adesso posso realizzare qualcosa al computer? Ancora un idea sbagliata, perché all’improvviso ci è venuta l’idea di prepararci qualche dolcetto tranquillo e con il termine tranquillo si intende un dolce senza pretese, possibilmente senza grassi e zuccheri, il minimo possibile insomma. decidemmo per un dolce allo yogurt, una ricetta vista dalla mia compagna su internet… ma lei è anche brava a personalizzarla le ricette e i piatti, i dolci o tutto ciò che realizza, diventa ancora più gustoso e buono di quello che si pensi e per questo riapriamo il tavolo e riniziamo a preparare l’occorrente, non più per impastare la pasta ma per preparare un dolce, per far colazione le mattine seguenti. Iniziamo a preparare il tutto e mentre siamo in piena attività, ad alta voce, mi viene in mente questo: Ma ci voleva un virus per ritornare alle nostre vecchie tradizioni di una volta? Alle tradizioni dei nostri nonni e perché no, dei nostri genitori, che con tanta fatica ci facevano mangiare bene, impastando spesso in casa, così da farci mangiare sempre cucine genuine? Ovviamente, anche la mia compagna mi diceva, che i tempi sono cambiati e che le donne non sono più in casa come una volta e pertanto come si possa pensare che possa tornare come un tempo? Dissi che ero d’accordo con il suo ragionamento, ma credo anche che la salute dei propri figli sia importante, prima di ogni altra cosa ci sia su questo mondo, almeno questo è stato sempre il mio pensiero. Dopo tante riflessioni, inforniamo il dolce, che nel frattempo era pronto e mentre sistemavamo di nuovo la cucina, iniziamo a sentire un odore buonissimo, l’odore dello yogurt aveva preso il sopravvento e non si poteva fare altro che aspettare la fine della cottura per provare quella magnificenza di lavorazione fatto a mano. Notiamo subito che il dolce inizia a crescere e per questo ne avevamo dedotto che sarebbe stato il massimo della bontà e della delicatezza, di un dolce fatto e pensato in quel momento. Nel frattempo che si aspettava, accendiamo la tv, dicendoci: Speriamo che stia facendo qualche film interessante. Iniziamo a fare zapping con il telecomando ma sui vari canali, trasmissioni su questo virus mortale: Ad un canale era presente un professore, sull’altro canale, qualche politico con le loro solite chiacchiere, poi continui a cambiare canale e trovi il telegiornale, con il suo aggiornamento sul Covid-19, insistiamo a cambiare e ancora, si parla di sport con alcuni intervistati che si chiedevano, quando si poteva ripartire con il calcio… insomma, veramente allucinante, sotto ogni punto di vista. Alla fine decidiamo di trovare qualche film sopra i vari canali online e così salviamo un pomeriggio, che si prospettava triste, visto che su molti canali la tematica era sempre la stessa e poi c’è anche da dire, che molti film sono anche violenti, insomma, grazie alla rete, abbiamo passato un pomeriggio tranquillo e con una merenda eccezionale. Ovviamente non tutti i giorni sono così, ci mancherebbe. Io ho riportato tutto in forma scherzosa, ma questi giorni passati in casa, personalmente non sono stati tremendi anzi, noi ci siamo saputi organizzare al meglio, anche per quanto concerne l’allenamento fisico che mentale. Pensate, che camminavamo dentro casa e contavamo i passi con il cellulare, così da essere ancora più precisi e cercare di fare ancora meglio. Tante sono state le nostre iniziative e idee e così facendo, abbiamo ritrovato ancora meglio la nostra unione, senza bisogno di psicologi o psichiatri. Ogni giorno l’abbiamo vissuto con motivazione a realizzare sempre qualcosa di nuovo. in qualunque campo a noi interessante e questa è stata la nostra grande vittoria e quando sentiamo in televisione, alcuni argomenti, ci siamo chiesti: Ma noi siamo di un altro pianeta? E ci siamo risposti: Certamente no, siamo del pianeta terra e ne siamo fieri. Siamo differenti, in quanto e il nostro pensiero, la nostra mente, il bisogno di fare qualcosa di diverso, questo è quello che ci differenzia da tutti gli altri e questo è e sempre sarà il nostro punto di forza.

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