Oboe in India

Importato dalla Persia

oboe in india

Oboe in India. Importato dalla Persia, l’oboe conservò il suo nome persiano surnà nell’India settentrionale, anche se in sanscrito mutò sia la pronuncia che la grafia in sanayì. A volte due di questi oboi sono uniti ad angolo acuto per formare un oboe doppio; di solito però un secondo esecutore accompagna il sànàyì su un altro oboe di bordone dello stesso tipo chiamato srutì (il termine che designa il « quarto di tono »), nel quale tutti i fori per le dita, o tutti meno uno, sono chiusi con cera. La stessa usanza si incontra nell’India meridionale: quivi il grande nega­suram suona con l’oboe di bordone ottu. P. Sambamoorthy riferisce che « la musica dell’oboe è molto richiesta nei matrimoni, cerimoniali, processioni e feste. Ad abili sonatori vengon pagate somme da capogiro per le loro esecuzioni ». Sonare « è monopolio di certe caste nell’India meridionale e altrove ». Possedendo « una ininterrotta tradizione alle spalle » essi sovente « mantengono antiche cariche ereditarie e nella gran parte dei casi essi son ricompensati con terre » per le loro prestazioni.

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